Personaggi e interpreti (in ordine di entrata in scena) |
|
| Tito Baroni, inventore Ruggero, suocero di Tito Lisa, moglie di Tito Lallo, assistente di Tito Rosina Don Gualtiero Chabot L’Americano |
Pippo Baudo Luigi Montini Gigliola Cinquetti Lello Arena Alida Mancini Peppe Quintale Pietro De Silva Andrea Spina |
Inoltre partecipano alla vicenda, in ruoli
diversi, i solisti e le soliste tra cui: Riccardo Borsini, Paola Cortellesi, Marco Di Folco, Cristina Ginevri, Gianni Lanni, Lira, Mauro Mascitti, Cristina Polegri, Alessandro Reale, Gabriella Scalise, Tenerezza Fattore |
|
Scritta da Jaja Fiastri ed Enrico Vaime Musiche di Claudio Mattone Coreografie di Gino Landi Scene di Umberto Bertacca Elaborazione orchestrale di Gianni Ferrio Costumi di Silvia Frattolillo Regia di Pietro Garinei |
|
La commedia inizia nella piazza principale
di un paese della provincia italiana. Davanti a una fabbrica di ombrelli
automatici molta gente canta e balla intorno a una statua che raffigura
Tito Baroni inneggiando a lui come al piú geniale degli inventori.
Cosa mai avrá fatto per suscitare un tale entusiasmo? |
||
![]() |
La statua improvvisamente prende vita ed é
lo stesso Tito a raccontarci la sua storia, una storia che inizia nella
primavera del 1928. |
|
Dietro profonde insistenze Tito decide
un giorno di rivelare il suo progetto e sulla piazza confida ai suoi
compaesani e alla moglie Lisa il segreto desiderio di inventare "la
radio che si vede"... Il paese si spacca letteralmente in due. Molti sono affascinati dal progetto, molti lo considerano inutile e folle. Tito organizza sul momento una specie di votazione e promette di rinunciarvi se la maggioranza dei cittadini voterá contro di lui. Alla fine favorevoli e contrari sono in paritá e solo l'ultimo voto, quello della moglie Lisa, risolverá la situazione in suo favore. |
![]() |
|
![]() |
![]() |
Lisa, pur avendolo appoggiato in pubblico, peró non resiste e se ne va di casa per tornare da suo padre rimproverando al marito il fatto di trascurarla e non aver neanche voluto un figlio. A nulla servono le tenere invenzioni di Tito (una scatola con un cuore che spunta fuori) né la promessa di intitolare l'invenzione alla moglie chiamandola "Lisavisione". |
L'abbandono di Lisa é un brutto
colpo. Tito peró non desiste. Se i suoi concittadini e sua moglie non credono in lui e lo ritengono pazzo lui si comporterá come tale, rinchiudendosi nel suo laboratorio e lavorando il doppio per dimostrare che il suo sogno é realizzabile. Al suo fianco rimane solo Lallo, il suo fido assistente, disprezzato dagli abitanti del villaggio per la sua bruttezza ma da lui sempre trattato come un figlio. |
![]() |
|
![]() |
Nel frattempo Lisa, da sola, continua a pensare a Tito e i giorni
senza di lui le sembrano interminabili. |
|
Il suocero, per far dichiarare pazzo
Tito e impossessarsi dei suoi averi, gli organizza un incontro con l'eccentrico
psichiatra Chabot perché lo esamini di nascosto facendosi passare
per un inventore. L'incontro peró ha l'effetto contrario. É proprio Chabot a dare a Tito l'idea che permetterá alla sua invenzione di funzionare. |
![]() |
|
![]() |
E cosí, da uno schermo montato nella piazza
del paese Tito diffonde la prima immagine televisiva, quella di Lallo
che saluta i suoi compaesani. |
|
Lisa e Tito festeggiano insieme l'evento con una romantica cenetta a lume di candela durante la quale lui suona al pianoforte una canzone scritta per lei e le promette il figlio che lei tanto desidera.
|
![]() |
![]() |
Tito e Lallo diventano popolarissimi in paese. Presi
dall’entusiasmo i due sognano di imbarcarsi su un piroscafo e
di essere accolti in America con l’onore riservato ai grandi inventori.
|
![]() |
Tito peró vuole portare un ultimo perfezionamento alla sua invenzione dando il sonoro alle immagini. Decide quindi di allontanarsi dal paese e da Lisa per partire in macchina alla volta di Bologna, incontrare Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, e chiedergli il permesso di usare la sua invenzione per la televisione.
|
Il nuovo mezzo di comunicazione rivela
peró una forza inaspettata. Tutti quanti stanno attorno a Tito, dapprima restii, finiscono per cedere alle lusinghe della televisione e si trasformano, corrotti da uno show business microscopico. Il suocero, che prima lo osteggiava, tenta di approppriarsi della sua invenzione di concerto con il parroco del paese e con Chabot per poterla sfruttare economicamente. La stessa Lisa, chiamata dal marito a dare il buongiorno in televisione, finisce per farsi trascinare dalle amiche e dalla cameriera Rosina in un frenetico charleston vestita in un modo che, per i costumi del tempo, appare decisamente scandaloso e che provoca al ritorno di Tito un violento litigio tra i due. |
|
|
|
![]() |
Anche Tito comincia a dubitare della bontá della sua invenzione
e quando si sparge la voce che un americano sta arrivando in paese apposta
per comprarla decide di non venderla, spalleggiato da Lallo e Lisa, che
l'amore per il marito ha guarito dalla malattia televisiva. |
In realtà l’americano non è interessato
alla televisione, che in America è già stata inventata:
vuole invece il brevetto di un ombrello che si apre automaticamente schiacciando
un bottone. Tito l’aveva inventato e utilizzato come “antenna”
per la televisione. |
![]() |
Il cast al completo |
I protagonisti |
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() |
|
![]() |
||
Le prove |
||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
||