Il 1980 è l'anno del blocco totale. Gigliola si stabilisce a Roma col marito,
vicino a Campo de'Fiori e sospende la sua attività artistica: niente dischi,
niente tournèe, niente apparizioni televisive. I giornali però continuano
ad interessarsi a lei e alla sua nuova vita.
Il
10 ottobre 1980 nasce il suo primo figlio, Giovanni. E'un parto tradizionale,
avvenuto in casa, a Verona ed è quello il suo grande successo di quell'anno.
Nel 1981 Gigliola torna improvvisamente in TV ma non per cantare. Debutta
infatti nella regia televisiva curando e conducendo alcuni servizi della trasmissione
domenicale "Linea Verde", condotta da Federico Fazzuoli. Inizia in quell'anno
il grande revival degli anni'60 e anche qui Gigliola è protagonista. "Dio,
come ti amo" viene scelto per inaugurare il ciclo di film anni'60 "Italian
Graffiti", proposto dalla RAI. Innumerevoli saranno da allora i passaggi televisivi
del film. Gianni Ravera la vuole poi come conduttrice dell'edizione 1981 del
Festival di Castrocaro, che aveva visto il suo debutto nel 1963. Gigliola
per l'occasione intervista anche i cantanti in gara tra i quali esordienti
del calibro di Zucchero ed Eros Ramazzotti. Sabato 10 dicembre 1981 debutta
invece con un nuovo programma a fianco del giornalista Piero Pansa: "Io sabato".
E'l'antesignano dei modermi talk-show, come si vede dal sottotitolo "90 minuti
in diretta di conversazione e spettacolo". Gigliola ne interpreterà anche
la sigla "Bella questa italia" e come retro accetterà di incidere una canzone
scritta da lei "Gli sfrattati", musica del cantautore Renato Pareti.
"Io sabato" durerà ben tre mesi e Gigliola intervisterà numerosi personaggi
del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della cultura, tra cui Carla
Fracci e Paul McCartney, quest'ultimo negli studi londinesi della EMI.
Nel 1982 si assiste al pieno revival degli anni 60 e Gigliola ne è tra i protagonisti.
Le sue partecipazioni televisive si intensificano. E'di nuovo ospite a "Domenica
in", poi a "Bis", quiz televisivo condotto da Mike Bongiorno, poi a "Movie
movie" insieme a Gianni Morandi. Le sue canzoni vengono incluse in diverse
compilation celebrative quali "30x60" ("Non ho l'età", "La rosa nera" e "La
pioggia") e "30x60 vol.2" ("Dio, come ti amo"). Gigliola riprende anche le
sue tournèe organizzando un tour italiano con un suo gruppo di orchestrali.
Durante una delle serate incontra Enzo Tortora che le propone di gestire il
momento musicale della successiva edizione di "Portobello" che debutterà il
19 novembre 1982 alle 20:30 su Raidue. Il suo spazio musicale si chiemerà
"Portoballo" e Gigliola dovrà cantare e ballare in diretta accompagnata da
una coppia di ballerini. Da questa trasmissione nascerà poi l'LP "Portoballo",
vera e propria storia del ballo popolare. L'LP sarà anche l'ultimo che Gigliola
inciderà per la CGD segnando la fine di un contratto che a tutt'oggi rimane
tra i più lunghi nella storia della canzone.
Ed è con il successo di "Portoballo" che si apre il 1983. La trasmissione
durerà per 6 mesi e dimostrerà ancora una volta la versatilità di Gigliola
che, nel corso di essa, si esibirà dei balli più disparati: charleston, polka,
mazurka, hully-gully, can-can e molto altro.
"Portoballo" però non è l'unico successo di quell'anno. Gigliola partecipa
come corista a "Amico è", l'inno dell'amicizia interpretato da Dario Baldan
Bembo e Caterina Caselli, con lei altre tre voci d'eccezione: Ornella Vanoni,
Giuni Russo e Pupo. Il brano diventa la sigla del programma "Superflash",
condotto da Mike Bongiorno, ed è legato anche ad un concorso che chiede ai
telespettatori proprio di individuare chi siano i quattro coristi. Mike Bongiorno,
svelato il mistero, ospiterà a "Superflash" proprio Gigliola che presenterà
un medley di brani dal recente "Portoballo", sempre accompagnata dai suoi
ballerini.
Continua l'operazione revival. Questa volta sono di scena gli anni'70 ed è
"Alle porte del sole" ad essere inserita nella compilation 30x70 della CGD.
Gigliola viene anche invitata a "Bliz", trasmissione condotta da Gianni Minà,
in una puntata celebrativa degli artisti che hanno reso grande all'estero
la musica italiana. Il 1983 vede anche la pubblicazione di due compilation
interamente dedicate a Gigliola: "Non ho l'età" e "Alle porte del sole". La
prima, più volte ristampata, contiene delle vere e proprie rarità quali "Penso
alle cose perdute" e la bellissima "Sfiorisci bel fiore" di Enzo Jannacci,
che Gigliola non riproponeva più da tempo.
Il
1984 è solo un anno di successi "privati" per Gigliola. Il 22 agosto nasce
in una clinica di Verona il suo secondo figlio, Costantino. La CGD sfrutta
questo momento, che riporta Gigliola agli onori della cronaca, per ripubblicare
l'album folk "Cantando con gli amici". L'anno si chiude con un grande annuncio:
Gigliola nel 1985 tornerà al festival di Sanremo, questa volta come cantante
in gara.
E
cosi avviene. Convinta dal discografico Freddy Naggiar, Gigliola firma un
contratto con la "Baby Records" per incidere un nuovo singolo: "Chiamalo Amore"
che verrà presentato in gara a Sanremo. Pubblico e critica sono dalla parte
di Gigliola che, secondo i pronostici, parte favorita. A gara terminata i
giornali la definiranno una "signora della canzone". E lei si presenta proprio
da vera signora debuttando nella prima serata con un'acconciatura firmata
da Rolando Elisei che esalta il lato romantico della canzone e presentandosi
nella serata finale con un look fresco e spumeggiante. Ad una prima parziale
lettura dei voti data da Pippo Baudo subito dopo l'esibizione dell'ultimo
cantante in gara Gigliola è in testa. Alla fine si classificherà terza e verrà
anche insignita del premio del "Radiocorriere TV" quale personaggio più rappresentativo
della storia del festival: un cavallo d'oro che le viene assegnato per "tanti
successi senza età" e per il suo essere "ancora vincente".
"Chiamalo amore" riporta Gigliola in hit parade e molte sono le partecipazioni
televisive che le vengono offerte. Lei però si lascia tentare in particolar
modo dalla radio. Radiodue le offre una trasmissione tutta per lei dal titolo
"Gigliola, Gigliola" che viene trasmessa la domenica mattina dalle 11 alle
12 a partire dal 30 giugno fino al 12 settembre. Durante la trasmissione Gigliola
ripercorre diverse tappe della sua straordinaria carriera.
Alla televisione Gigliola non si concede in modo fisso. Si parla di lei come
possibile conduttrice del programma preserale "Italia Sera" ma la cosa non
va in porto e la trasmissione verrà assegnata ad Enrica Bonaccorti.
Nel 1986 Gigliola sembra eclissarsi ancora limitandosi a poche partecipazioni
televisive. Sanremo però la ricorda ancora nel libro fotografico "Il Festival
di Sanremo da Nilla Pizzi... ai Ricchi e Poveri", tratto dalla trasmissione
di Giancarlo Governi "Le mille bolle blu". E'ospite a una puntata da "Il bello
della diretta", spettacolo condotto da Loretta Goggi; partecipa poi il 5 giugno
a "Pentathlon", gioco a quiz condotto da Mike Bongiorno. Quest'ultima partecipazione
ha una ragione particolare. Dal 22 maggio è campione in carica un giovane
laureando in legge, Massimo Giacomazzi, che risponde a domande proprio sulla
carriera di Gigliola. Mike Bongiorno la invita a sorpresa per il 5 giugno
e Gigliola dedicherà a Giacomazzi un'interpretazione del suo ultimo successo
"Chiamalo amore".
Il 16 luglio il settimanale "Oggi" dedica la copertina a Gigliola creando
un piccolo "scandalo". La immortala infatti a seno nudo durante una vacanza
al mare con il figlio Giovanni, il marito e i suoi due nipoti. Per contro
"Intimità" le dedica invece un servizio che la vede indossatrice di abiti
di gran classe.
Dal 29 giugno al 21 settembre Gigliola torna su Radiodue con "Gigliola, Gigliola
bis" replicando il successo dell'edizione precedente. Sul piano discografico
esce la compilation "Donne in hit parade", dedicata a 13 primedonne della
musica italiana, in cui viene anche incluso un brano di Gigliola.
Un
ritorno più stabile alla televisione si ha a fine anno, quando Gigliola partecipa
all'edizione 1986 di "Premiatissima", un programma condotto di Canale 5 condotto
da Johnny Dorelli che riprende la formula delle vecchie canzonissime. Il brano
da lei presentato è la bellissima "Una donna distante", firmato da Mario Castelnuovo,
che porterà fino alle semifinali venendo eliminata, per la seconda volta nella
sua carriera, da Rosanna Fratello, forte del consolidato successo del brano
da lei scelto: "Amore scusami".
Tra una "Premiatissima" e l'altra Gigliola trova il tempo di condurre l'edizione
1986 del festival di Castrocaro insieme a Daniele Piombi e di partecipare
a diverse trasmissioni televisive per promuovere "Una donna distante". Il
suo successo continua anche oltralpe con lo show francese "Champs-Elysèes",
dedicato allo scomparso cantautore Joe Dassin, in cui Gigliola si esibisce
con un'inedita "Les petits pains au chocolat".
La partecipazione televisiva più discussa di Gigliola è però quella del 21
novembre al "Maurizio Costanzo show" su Canale 5. Tra gli ospiti c'è Marco
Pannella, leader di un Partito Radicale in grossissime difficoltà economiche.
Gigliola raccoglie l'appello di Pannella e, come tanti altri personaggi famosi,
si iscrive al partito per sostenerlo, atto che le attirerà l'anno successivo
un polemico attacco da parte del giornale veronese "L'Arena".
All'attacco
di "L'Arena" Gigliola risponde pacatamente dalle pagine del settimanale "Gente".
La rottura con la testata veronese verrà ricomposta solo alcuni anni più tardi,
quando a Gigliola verrà offerta una rubrica stabile dal titolo "Pensieri al
video" ospitata ogni mercoledì sulle pagine della cultura.
Il 1987 vede la partecipazione di Gigliola alla puntata di "Piccoli fans"
del 2 febbraio e, subito dopo, il suo ritorno a Sanremo, questa volta come
giornalista. E'infatti l'inviata speciale di "Uno mattina" e scrive in quell'occasione
articoli per diversi giornali quali "La Nazione" di Firenze e la "Gazzetta
del Sud". Durante il festival viene proposto un sondaggio sulle canzoni più
amate delle passate edizioni e "Non ho l'età" si classifica tra le prime.
La serata finale della manifestazione coincide con la scomparsa del grande
Claudio Villa, che a Gigliola aveva dedicato un bel ricordo nelle pagine del
suo libro "Una vita stupenda".
Nell'ottica del revival la Fabbri Editori pubblica una raccolta in 80 fascicoli
intitolata "La canzone italiana", dedicata ai personaggi che la resero celebre.
Naturalmente Gigliola è fra questi.
Continuano anche le partecipazioni televisive: domenica primo marzo è ospite
di Federico Fazzuoli a "Linea verde" ed interpreta sia "La domenica andando
alla messa" che "Una donna distante"; il 13 aprile intervista Enzo Tortora,
reduce da travagliate esperienze giudiziarie, per il programma "Tivù Tivù"
di Arrigo Levi, in onda su Canale 5. La sua carriera di cantante viene anche
ricordata da Loretta Goggi nella puntata del programma "Canzonissime" dedicata
alla CGD.
In estate un nuovo servizio "scandalistico" la ritrae ancora a seno nudo durante
una vacanza al mare, questa volta sulle pagine di "Eva Express". Torna anche,
per il terzo anno consecutivo, l'appuntamento con "Gigliola, Gigliola". Il
programma va in onda su Radiodue dal 28 giugno al 20 settembre e la vede anche
nelle vesti di ideatrice. Cambia anche la sigla che, questa volta, è "Una
donna distante".
Il 27 luglio Gigliola è ospite di Gianni Mina su Raitre nel programma "Campioni,
le più belle partite della nostra vita". Si ricorda la finale della coppa
dei campioni Inter-Real Madrid del 27 maggio 1964 e Gigliola interviene quale
personaggio rappresentativo di quell'anno insieme al campione di allora Sandro
Mazzola.
Il 2 settembre Raiuno trasmette per la prima e unica volta il film "Testadirapa",
il 3 novembre Italia 1 risponde programmando "Dio, come ti amo", il 5 novembre
Gigliola è ospite di Loretta Goggi in "Ieri, Goggi, domani" e riceve i complimenti
del giornalista Giampiero Mughini che fa rivedere alcuni suoi filmati d'epoca.
L'anno si chiude con un nuovo passaggio televisivo di "Dio, come ti amo" il
19 dicembre, sempre su Italia 1.
Il festival di Sanremo del 1988 viene preceduto da un ampio revival delle
edizioni passate. Tutti i giornali pubblicano inserti speciali ricordandone
la storia, gli scandali ,le follie, i protagonisti, pubblicando foto d’epoca,
classifiche, anche di vendite discografiche, copertine di dischi, ecc… Naturalmente
Gigliola viene citata in ognuno di essi, anche se il festival di quell'anno
non vede la sua partecipazione. Del 1988 si ricordano soprattutto alcune sue
esperienze di giornalista è conduttrice.
Il 5 marzo è ospite al "Raffaella Carrà Show" su Canale 5 in una puntata interamente
dedicata alla festa della donna. Con lei altre donne che sono emerse nei rispettivi
campi: la giornalista Paola Fallaci, l'imprenditrice Marisa Brambilla, l'attrice
Ottavia Piccolo e la campionessa di scherma Dorina Vaccaroni. Gigliola per
l'occasione torna al suo primo amore, la pittura, presentando alcuni suoi
lavori.
Un sondaggio di "TV Sorrisi e Canzoni" la colloca tra le cantanti più popolari
e conosciute, addirittura prima di Orietta Berti, Milva, Raffaella Carrà,
Rita Pavone, Patty Pravo e Ornella Vanoni. Il 18 maggio Rete 4, in occasione
della morte di Enzo Tortora, ripropone l'intervista fattagli da Gigliola l'anno
prima per il programma "Tivù Tivù".
Il
29 ottobre Gigliola ritorna al festival di Castrocaro in qualità di madrina
per i trent'anni della manifestazione. Contemporaneamente festeggia i 25 anni
di carriera e si vede assegnare da "TV Sorrisi e Canzoni" il Telegatto D'Oro.
"Dio, come ti amo" viene di nuovo trasmesso in televisione il 22 dicembre,
due giorni dopo il 41° compleanno di Gigliola, che di lì a poco annuncia la
sua prossima partecipazione al festival di Sanremo 1989.
Il ritorno di Gigliola a Sanremo viene preceduto dalla sua partecipazione
alla puntata di "TG l'una" del 12 febbraio insieme ed un mito del cinema:
Alberto Sordi. Il conduttore, Giuseppe Breveglieri, la accomuna a Gianni Morandi
come "personaggio che ha attraversato le generazioni e per il quale non esiste
una precisa collocazione temporale". Segue poi una partecipazione a "Mixer"
di Giovanni Minoli in cui Gigliola spiega cosa ha rappresentato per lei Sanremo.
E a Sanremo fa nuovamente centro. Gigliola si presenta con un nuovo e inatteso
look, raffinatissimo e sexy preceduta da una schiera di "amici" che fanno
da coro al brano sudamericaneggiante "Ciao" che interpreta ballando con i
suoi "boys". Il settimanale "Stop" la fotografa con l'abito indossato durante
le prove che, però, le viene negato dalla censura per le riprese televisive.
Gigliola lo sostituisce con un tailleur nero abbinato ad una minigonna che
le valgono l'approvazione dei giornalisti che la indicano come una delle cantanti
meglio vestite del festival. La canzone non convince, ma Gigliola si. I giudizi
dei giornali sono entusiasti: Paola Fallaci la definisce "l’immagine della
vera donna in carriera", Mario Luzzato Fegis nel sottolineare l’efficace coreografia
realizzata con i cinque ballerini, esalta il sorprendente look della cantante,
riconoscendo che una Cinquetti sexy ad oltre vent’anni da "non ho l’età",
non se l’aspettava nessuno; Michela Tamburino de "Il Tempo" riconosce che
Gigliola è riuscita ancora a sorprendere con la sua nuova immagine; Giorgio
Consolini dalle pagine di "Stop" le fa i complimenti per la sua invidiabile
forma fisica.
Si assiste nel complesso ad un'inversione di tendenza da parte dei giornali:
se negli anni ‘60/’70 la presenza di Gigliola a Sanremo veniva data come un
"fatto scontato" e spesso si leggevano dei commenti un po’ "stantii", oggi
la sua presenza viene sottolineata con aggettivi da "apoteosi": da veterana
del Festival a personaggio storico, da gran signora e mito della canzone a
colonna storica di Sanremo. Gigliola dichiarerà che Sanremo l’ha trattata,
ancora una volta, come una signora della canzone: fiori, telegrammi, lettere
e dimostrazioni di affetto di ogni genere.
In occasione della partecipazione a Sanremo Gigliola firma anche un contratto
con la WEA Italiana da cui però non nascerà un nuovo album ma solo un'antologia
dei suoi vecchi successi arricchita del brano sanremese e intitolata "E inoltre
ciao".
Il 27 febbraio parte il tour mondiale "Sanremo in the world" e Gigliola riscuote
un grande successo soprattutto a Tokyo il 1° marzo. Al ritorno le partecipazioni
televisive non si contano: é al Teatro Argentina di Roma in occasione della
consegna del premio Braille e interpreta "Parlez-moi d'amour" esibendosi per
la prima volta nella sua città di residenza; è ospite per un'intera settimana
del programma "Via Teulada 66", condotto da Loretta Goggi; partecipa a "Una
notte d'estate", serata per l'assegnazione del premio Fiuggi 1989, che vede
tra il pubblico ospiti illustri quali Giulio Andreotti e Sofia Loren.
Tra un programma e l'altro Gigliola trova anche il tempo per presenziare al
matrimonio dell'amico Roberto Vecchioni. La sposa, Daria, faceva parte del
coro di amici che accompagnarono l’esibizione di Ciao a Sanremo.
Il 16 luglio, da San Pietro a Maida in Calabria, parte il tour estivo di Gigliola,
che il 3 agosto viene intervistata da "La Repubblica" in un articolo intitolato
"La nuova età di Gigliola". Nel tour viene proposta un'inedita versione di
"La vie en rose". La RAI registrerà una delle serate tenute a Verona trasformandola
in uno special dal titolo "Gigliola Cinquetti torna a Verona" che verrà trasmesso
il 13 novembre alle 23.15 su Raiuno. Il capostruttura della RAI, Maffucci,
dichiarerà: " Era un omaggio ad un personaggio così amato dal pubblico". Il
concerto viene aperto sulle note di "Casta Diva" interpretata da Maria Callas
perchè, come Gigliola dichiarerà poi a Claudio Lippi nella trasmissione "Ci
vediamo", la Callas è l'unica donna a cui avrebbe voluto somigliare.
Il
1989 vede anche il ritorno di Gigliola in classifica con il brano "Per te
Armenia", scritto da Charles Aznavour ed interpretato da un folto gruppo di
cantanti. Il ricavato del disco viene devoluto alle vittime del terremoto
che ha devastato giorni prima la regione armena. Altra incisione dello stesso
anno è una nuova versione di "Quelli erano giorni" presentata nel programma
"Una rotonda sul mare". Il brano arriva fino alle semifinali e Gigliola raccoglie
i complimenti di Nino Ferrer e di una giovanissima del pubblico intervistata
dal conduttore, Red Ronnie.
Gigliola partecipa anche ad uno dei concerti di Enzo Jannacci, che festeggia
in tour i suoi 30 anni di carriera. Per l'occasione interpreta "Sfiorisci
bel fiore". A Red Ronnie, che interroga Jannacci sul perchè di tale partecipazione
il cantautore risponde: "questa Signora ha portato in tutto il mondo un mio
pezzo" (appunto "Sfiorisci bel fiore") e Gigliola, simpaticamente, rimprovera
Red appellandolo come "poco conoscitore degli anni ‘60".
Il 25 ottobre Gigliola è di nuovo ospite al festival di Castrocaro, condotto
da Fabrizio Frizzi e giunto alla sua trentunesima edizione. Accompagnata dal
maestro Righello ripropone "Le strade di notte", il brano che l'ha portata
al successo 26 anni prima su quello stesso palcoscenico. Durante la trasmissione
vengono riproposti brani delle sue interviste a Zucchero ed Eros Ramazzotti
nel corso delle passate edizioni.
Dal 20 novembre Gigliola è ospite per un'intera settimana di Claudio Lippi
nel programma "Ci vediamo". Con lei Massimo Giacomazzi che ripercorre le tappe
della sua carriera di cantante. Un'ulteriore partecipazione televisiva vede
Gigliola ancora concorrente di una gara canora. Nel 1990 il festival di Sanremo
compirà 40 anni e Canale 5 festeggia la ricorrenza affidando a Mike Bongiorno
il programma "C'era una volta il festival" che rimette in gara fra loro molti
grandi successi delle passate edizioni. Il programma ha un vesto successo
di pubblico ma verrà impietosamente stroncato dalla critica. Enrico Vaima
parlerà di "trasmissione da Redipuglia, ovvero da ossario dei caduti in guerra...
una sorta di sadomasochismo da parte di chi prova piacere a rivedere quanto
sia invecchiato l’uno o l’altro cantante". Gigliola appare in forma perfetta
e presenta una nuova versione di "Non ho l'età" che però non accede alla finale.
Tra i grandi esclusi anche Nilla Pizzi che con la sua "Grazie dei fior" si
classificherà addirittura penultima.