Dal 1965 al 1969
Sull'onda del successo Gigliola nel 1965 ritenta l'avventura di Sanremo presentandosi
in coppia con Connie Francis e proponendo la canzone "Ho bisogno di vederti".
Il brano, di Ciampi-Ramsete, è bellissimo sembra voler dimostrare la raggiunta
maturità della giovane sedicenne che lo scorso anno "non aveva l'età". "Ho bisogno
di vederti, di sentire la tua voce, di abbracciarti.. .e di dirti quello che
sei per me"…un amore "maturo" cantato da una giovanissima, ma anche un "amore"
cantato da una donna "matura" e l'accoppiata con Connie Francis è, in tal senso,
clamorosa. La grande cantante italo-americana è una delle grandi presenze femminili
di questo Festival. Ne citeremo alcune: Timi Yuro (l'interprete di "A chi"),
Petula Clark, Dusty Springfield, Milva e le "esordienti di lusso" Ornella Vanoni
e Iva Zanicchi. Gigliola è dunque la favorita, anche per questa edizione sanremese,
e , in effetti, trionfa nel corso della prima serata. "Ho bisogno di vederti"
è prima. Ma in finalissima è Bobby Solo a vincere con "Se piangi, se ridi" ma
Gigliola non se la prende più di tanto. "Se avessi vinto di nuovo - dichiarerà
- avrebbero detto che sono un piccolo mostro, non una professionista". E Rodolfo
D'Intino su Sorrisi e Canzoni scrive "La sconfitta le ha dato una dimensione
più umana: ora può anche perdere come accade alle migliori colleghe, da Mina
a Rita Pavone". Anche "Ho bisogno di vederti" le porta comunque un discreto
successo internazionale (in Germania diventerà "Ich muss immer an dich denken",
in Francia "Dans l'eglise de lumière" ed in Spagna "Necesito verte"). E non
solo in questi paesi, ma nel resto del mondo, Gigliola mieterà, in questo anno,
grandissimi successi. Infatti, pochi giorni dopo la conclusione del Festival
è in Spagna, da dove arriva per la prima volta la notizia, subito smentita,
di un suo fidanzamento. Sarà questo un motivo ricorrente su di Lei. Si riparlerà
di fidanzamento quando viene fotografata in compagnia del figlio del suo editore
discografico. Ancora una immediata smentita. Tutti vogliono sapere se questa
ragazza non sia segretamente innamorata e c'è il sospetto che il suo candore
sia soltanto una parte affidata al personaggio. Si capirà col tempo che Gigliola
è una ragazza come tante altre della sua età che il fidanzato, ancora, non ce
l'aveva. I suoi impegni non si contano più e le sue tournèes, sempre trionfali,
la portano in tutti i cinque continenti. Ma c'è l'impegno degli esami di maturità.
Quest'anno, infatti, Gigliola si diploma al Liceo Artistico della sua città.
Questa esperienza ce la facciamo raccontare proprio da lei.
"Lassa che te toca, te si tanto fortunà!" - mi dicevano i compagni prima di
entrare in aula, per l'esame di maturità artistica. Era il 1965, l'anno precedente
avevo vinto i festival di Castrocaro, Sanremo e Copenaghen, francamente non
potevo considerarmi una ragazza sfortunata. Ma temevo che qualcuno pensasse
che dessi l'esame per farmi pubblicità o, peggio, per prendere in giro la scuola.
Durante le mie prove orali la sala era affollata di fans e di curiosi, come
un teatro, e ne ho avuto piacere perché così tutti si sono resi conto che i
commissari non mi hanno usato alcun trattamento di favore. Avevo affrontato
l'esame per una questione di orgoglio, e poi perché non amo lasciare le cose
a metà. Le ultime settimane studiavo dodici ore al giorno dovendo recuperare
il tempo perso cantando. Il terzo trimestre non ero quasi mai andata a scuola:
da metà aprile a metà maggio ero stata a Parigi, all'Olympia, uno spettacolo
ogni sera, due al giovedì e al sabato e tre alla domenica. Da metà maggio a
metà giugno in Giappone...
É la prima tournèe di Gigliola nel paese del Sol Levante, dove è gia
una star e i nipponici impazziscono per Lei. Si racconta che i tassisti, durante
le Olimpiadi del 1964 svoltisi a Tokio, per salutare e chiedere ai clienti se
fossero italiani, dicessero "Non ho l'età ?". Questa tournèe trionfale tocca,
oltre a Tokio, le città di Kyoto, Osaka e Kokura e con Gigliola ci sono la mamma
Sara e il cantante Luciano Tajoli, che festeggia i 25 anni della sua carriera.
Continua a raccontare Gigliola: "Nel diario avevo consumato tutte le
pagine riservate alle assenze, che mio padre, dopo una discussione in famiglia
per trovare la formula più opportuna, dichiarava fatte "per motivi personali",
e che il preside, benevolmente, giustificava. Tante assenze che ad un certo
momento temetti di non essere nemmeno ammessa all'esame. Considero questa esperienza
una delle più belle della mia vita, mi ha dato più soddisfazione conquistare
il diploma che vincere un festival. Anche perché, siamo sicuri, l'esame costa
fatica e sudore, mentre un festival, in fondo, resta un gioco. A me poi gli
esami, chissà perché, fanno venir fame. Ricordo che durante gli scritti di architettura
- chiusi in classe otto ore al giorno, per una settimana, a redigere un progetto
- divoravo ogni giorno una decina di panini e bevevo quattro bottiglie di Coca-Cola.
'Come fai ad avere tanto appetito?' - sospiravano le mie pallide compagne, imbottite
di simpamina e di endovenose - 'Lassa che te toca, te si tanto fortunà!' poi
correvano in chiesa ad accendere un cero a sant'Antonio. Io non prendevo simpamine
né dicevo giaculatorie. Mi pare poco serio scomodare il cielo per queste cose,
tanto meno lo prego per vincere un festival, mi sembrerebbe una profanazione.
Finiti gli esami noi studenti, per scaricare la tensione nervosa, siamo andati
in gita sul Carega, una montagna vicino a Verona, abbiamo cotto le bistecche
sulle braci di pino, bevuto fiaschi, cantato e ballato. Al ritorno trovai il
regalo di mia nonna: una bicicletta con le manopole di madreperla"
Dopo gli esami Gigliola ritorna star internazionale. Sul finire dell'anno
è ancora una volta in Spagna, dopo aver toccato anche i paesi sudamericani,
e proprio in Spagna iniziano le riprese del suo primo film musicale da protagonista.
Il titolo provvisorio è "Ho bisogno di vederti", ma, subito dopo il suo secondo
imminente trionfo sanremese, verrà cambiato in "Dio, come ti amo".
Ha paura di non poter essere a casa per Natale, poi ci riesce, e approfitta,
qualche giorno prima, di una sosta della lavorazione per volare a Verona, e
preparare l'albero, come ha sempre fatto.
Nel 1966 Gigliola, prima di affrontare di nuovo la platea sanremese, è
protagonista di uno show televisivo in tre puntate dedicato interamente a lei
dal titolo "Io, Gigliola". Lo spettacolo viene trasmesso da sabato
8 a sabato 22 gennaio e rifugge dagli effetti spettacolari dei varietà
del sabato sera volendo essere la sincera confessione di un'adolescente arrivata
al successo prima di "avere l'età" e desiderosa di fare il
punto della sua vita artistica e di ragazza diciottenne. E'il racconto, divertente
e spesso ironico, della vita di Gigliola che affida ad un diario i suoi ricordi
e le nostalgie. Gigliola reinterpreta i suoi precedenti successi e presenta
due inediti: "Un bel posto" e la bellissima "Sfiorisci bel fiore"
di Enzo Jannacci (che inciderà poi anche in Francia con il titolo "Les
filles et les roses"). Inoltre balla, imita Brigitte Bardot e Marilyn Monroe
e intrattiete ospiti importanti quali Virna Lisi, Vittorio Gassman, Monica Vitti
e Renato Rascel. Suoi partner sono Ubaldo Lay, il famoso Tenente Sheridan, che
le dedicherà graziose stornellate come a una moderna Giulietta, ed il
complesso dei "Les Surfs".
Il
sabato successivo, terminato lo show, Gigliola è di nuovo a Sanremo dove
continua il suo nuovo corso. Vuole proprio scrollarsi di dosso il clichè
della ragazzina che "non ha l'età" e dimostrare al suo pubblico
di essere cresciuta, di essere una donna capace di dichiarare il suo amore ad
un uomo dicendogli "Dio, come ti amo". Autore del brano è Domenico
Modugno che sul personaggio di quella ragazzina si è proprio ricreduto,
tanto da dichiarare di aver scritto la canzone pensando all'interpretazione
che ne avrebbe dato Gigliola. La critica approva la sua scelta, anche se con
parole non troppo lusinghiere per il cantante: "Se Modugno dovesse ancora
vincere a Sanremo, stavolta il merito va a Gigliola" - scriveranno i giornali.
Il 1966 si profila un anno difficile per Sanremo. Sono di moda lo yè-yè
e i capelloni e le giurie sono composte soprattutto di giovani. Si teme quindi
che per le "vecchie glorie" e le canzoni melodico-tradizionali ci
siano ben poche speranze.
E invece sono proprio queste a trionfare. Gigliola e il Mimmo nazionale vanno
in finale classificandosi quarti nella loro eliminatoria. Prime saranno Ornella
Vanoni e Orietta Berti con "Io ti darò di più". Tra
gli eliminati a sorpresa Bobby Solo e il tenore Giuseppe di Stefano nella sua
prima ed ultima partecipazione a Sanremo. La seconda serata vede invece le promozioni
di Milva, Pino Donaggio e Iva Zanicchi mentre vengono eliminati Adriano Celentano
con "Il ragazzo della via Gluck", Gino Paoli e la bravissima ma sfortunata
Luciana Turina.
L'eliminazione dei "capelloni" provoca tensioni, Nella serata finale
vi sono schiamazzi in sala per l'esibizione dei Ribelli (unico complesso rimasto
in gara che si classificherà ultimo) , dietro le quinte si assiste ad
alcuni svenimenti dovuti all'emozione e sul palco sviene addirittura la presentatrice
Carla Puccini, svenimento che poi si rivelerà artefatto. Gigliola canta
per ultima, indossa un abito bianco trapuntato in oro e un toupet a mo'di frangetta.
E' un trionfo. Al termine della serata la canzone sarà proclamata vincitrice.
All'annuncio
della vittoria Modugno abbraccia Gigliola con calore sollevandola da terra.
La gonna di Gigliola si solleva facendo intravedere le sue mutandine ed i fotografi
immortaleranno l'evento in una foto che farà il giro del mondo. In Italia "Dio,
come ti amo" avrà un ottimo successo sia nella versione di Gigliola che in quella
del Mimmo nazionale. Diversamente andranno le cose in Europa, dove Modugno subirà
una solenne bocciatura all'Eurofestival arrivando addirittura ultimo. Infuriato,
il cantante lamenterà brogli mai comprovati nelle votazioni. A Gigliola il compito
di risollevare le sorti della canzone, compito in cui riuscirà splendidamente
portandola in giro per il mondo, incidendola in varie lingue ("Mon dieu,
comme je t'aime" in francese, "Dios mio, como te quiero" in spagnolo,
con titolo invariato in tedesco. Ve ne sarà anche una versione giapponese).
"Dio,
come ti amo" le apre le porte del cinema. Alla canzone, come è pratica
usuale in quegli anni, viene dedicato un film che la vede come protagonista
assoluta. Per Gigliola il cinema non è una novità. Aveva già
fatto alcune apparizioni in altri film musicali, ma questa è la sua prima
esperienza da protagonista. Interpreta il ruolo di una giovane nuotatrice napoletana,
segretamente innamorata del fidanzato dell'amica spagnola. Accanto a lei l'attore
Mark Damon, già protagonista di alcuni film storici, ed alcuni grandi
dello spettacolo italiano quali Nino Taranto, Raimondo Vianello, Carlo Croccolo
e Antonella Della Porta. Gigliola interpreta molti dei suoi successi e, nel
classico lieto fine in cui i due innamorati si ritrovano all'aeroporto di Capodichino,
"Dio, come ti amo". Al termine della canzone, come nella migliore
tradizione, un bacio e un abbraccio suggellano il loro amore. Naturalmente i
giornali si sbizzarriscono inventando un flirt tra i due interpreti e chiedendosi
fino all'ultimo giorno delle riprese se la scena di quel bacio verrà
girata o meno, considerato che solo due anni prima Gigliola "non aveva
l'età". Il film diventerà un vero e proprio film culto, specialmente
nei paesi del sudamerica. In Brasile, dove diversi anni più tardi verrà
commercializzato anche in videocassetta, figura ancora come uno dei tre principali
campioni d'incassi in assoluto. Gli altri due sono "Il nome della rosa"
e "Titanic". 
Dopo "Dio, come ti amo" Gigliola riceve la proposta di girare un secondo
film, stavolta di genere diverso, dal titolo "Testadirapa". Ma prima
di questo ritorna alla sua carriera di cantante. Partecipa ad una puntata di
"Studio Uno" insieme a Sandra Milo e Lelio Luttazzi in cui interpreta
"Dio, come ti amo" e si esibisce in uno sketch che prevede scambio
di battute al vetriolo con "Sandrocchia".
In "Testadirapa", diretto da Giancarlo Zagni, Gigliola interpreta
una maestrina dell'800. Accanto a lei Folco Lulli nella parte dello scorbutico
contadino "Testadirapa" ed il piccolo Federico Scrobogna nel ruolo
del figlio di quest'ultimo. Quando il padre andrà in prigione sarà
proprio la maestrina Gigliola ad occuparsi del piccolo e a renderlo capace di
affrontare la vita. Prima ancora di uscire nelle sale cinematografiche il film
riceve il Leone d'Argento nella Sezione Ragazzi della Mostra Internazionale
del Cinema di Venezia. Purtroppo uscirà solo all'estero perchè
la censura ne vieta il passaggio nelle sale italiane data l'immagine non troppo
felice che dà del sistema giudiziario. Gigliola ne inciderà comunque
la colonna sonora, composta da tre brani: "Testadirapa", "Cinque
son le dita" e "Hai imparato da me".
In estate Gigliola non fa tournèe ma si concede qualche bagno a Venezia
e un periodo di riposo a Cerro Veronese, dove ha in mente di costruire la sua
villa. Pur rinunciando a laurearsi in architettura ha comunque intenzione di
progettarla personalmente e lo farà negli anni successivi.
Il suo ritorno in sala d'incisione per un nuovo 45 giri è particolarmente
sofferto. Gigliola ha già scelto per il lato B un brano molto particolare,
tra il cantato e il recitato: "Tu non potrai mai più tornare a casa"
che presenta in anteprima alla trasmissione di Johnny Dorelli "Johnny Sera".
Come lato A vorrebbe incidere in italiano "La boheme" di Charles Aznavour,
da lei ascoltata nell'esecuzione dello stesso durante un programma a Parigi
di cui erano ospiti entrambi. Inizialmente Aznavour sembra negare il permesso
ma poi cede ed il disco può essere realizzato. Gigliola presenterà
"La boheme" alla II Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia
e lo porterà anche all'estero partecipando al "Cantaeuropa", una specie
di Cantagiro su scala europea organizzato da Ezio Radaelli che vede la partecipazione
di molti cantanti italiani. Partirà da Venezia il 27 agosto per concludersi
l'11 settembre a Sanremo dopo aver toccato le principali città europee
arrivando fino in Russia. Gigliola, oltre a "La boheme" ripropone
"Anema e core" e presenta l'inedita "Dommage, dommage" che
porterà poi anche a "Scala Reale", edizione 1966 di "Canzonissima".
"Scala Reale" la vede capitana di una squadra di cui fanno parte anche
Johnny Dorelli, Tony del Monaco e uno sconosciuto Gianni Calone che presenta
"L'amore è una cosa meravigliosa". Diventerà poi famoso
più tardi con lo pseudonimo di Massimo Ranieri.
La squadra passa il primo turno battendo quella di Nini Rosso e la celeberrima
"Il silenzio", dovrà però poi cedere il passo a quella
capitanata da Gianni Morandi con la sua "La fisarmonica".
Il
20 dicembre Gigliola compie 19 anni e le arrivano regali da tutto il mondo.
I pastori calabresi le inviano addirittura una giacca di pelle di pecora. Sempre
a fine anno Gigliola decide di non partecipare a Sanremo. La canzone da lei
prescelta, "Una storia d'amore" di Paolo Conte che l'avrebbe vista
cantare insieme a Caterina Caselli, viene scartata dalla commissione selezionatrice.
Gigliola, nonostante in sostituzione le presentino "L'immensità",
preferisce ritirarsi. Presenterà poi "Una storia d'amore"l'anno successivo nel
corso del programma "Giovani", una nuova trasmissione sull'universo giovanile
che le dedicherà la quarta puntata. Si prende comunque una bella rivincita rappresentando
l'Italia al I MIDEM Internazionale del Disco di Cannes.
Gigliola approfitta della mancata partecipazione a Sanremo nel 1967 per
una breve vacanza a Cortina, dove le viene assegnato il titolo di "Lady Dolomiti",
e poi parte per una tournèe che la porterà in giro per il mondo. La sosta in
Brasile le varrà addirittura il "Chico Viola" come migliore
interprete femminile straniera.
Al ritorno la aspetta la partecipazione alla IV edizione di "Un disco per
l'estate". Il brano scelto da Gigliola è "La rosa nera",
una sorta di "rhytm and blues" che non manca di suscitare qualche
perplessità. Perchè"una rosa di sera non diventa mai nera"?
Gigliola fornisce la spiegazione dell'autore (Panzeri) secondo cui, nonostante
il male che c'è nel mondo (le guerre, l'odio, distruzioni di bellezze
naturali ecc...) la speranza non può morire, proprio come una rosa che,
quando scende la sera e tutto diventa buio, non cambia il suo colore. Il messaggio
viene ripetuto identico anche nelle versioni francese e spagnola della canzone:
nonostante quanto succede "...le soleil qui se pose fera naitre les roses"
oppure "...con su perfume me viene a consolar una rosa morena en la noche
serena." Un motivo quindi che esorta alla speranza e all'ottimismo.
Il "Disco per l'estate" vede in gara 46 motivi che dal 21 Aprile vengono
trasmessi quotidianamente alla radio e presentati nel corso di alcune passerelle
televisive: cartoline-voto del pubblico e apposite giurie ne designano 20 per
la partecipazione alle finali che vengono tenute a Saint Vincent dall'8 al 10
giugno. "La rosa nera" è fra questi: quarta nelle qualificazioni,
si classifica prima nella serata del 9 giugno e seconda nella serata finale
del 10. Il brano riporta Gigliola ai vertici delle classifiche e otterrà
anche grande successo alla III Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia.
Tra le partecipazioni televisive del 1967 è da ricordare quella a "Eccetera
eccetera", dove dialoga scherzosamente con Pippo Baudo alla maniera dei
fidanzatini di Peynet e si esibisce poi con lui ballando la scatenatissima "Stasera
mi butto".
Alcuni settimanali quali "Bolero film teletutto" e "Vitt"
scoprono poi l'insolito passatempo di Gigliola: lavorare alla progettazione
e alla realizzazione della propria casa a Cerro Veronese, una splendida villa
che Gigliola sta facendo costruire da disegni suoi sotto l'occhio vigile di
papà Cinquetti. I giornali titolano: "La casa dei sogni di Gigliola"
oppure "Gigliola Cinquetti, la cantante architetto".
La popolarità di Gigliola cresce. Un sondaggio la colloca al quarto posto
tra i cantanti più amati dai telespettatori, dopo Mina, Gianni Morandi
e Rita Pavone. Dietro a lei Johnny Dorelli e Adriano Celentano.
Dal mese di luglio Gigliola è protagonista della trasmissione "Gran
Varietà" proprio insieme a Dorelli e ne interpreta anche la sigla
"Piccola città", che riproporrà più tardi anche
a "Partitissima" (edizione 1967 di "Canzonissima). Nonostante
la carriera però non trascura lo studio presentandosi il 29 ottobre a
sostenere gli esami di abilitazione all'insegnamento del disegno presso l'Istituto
d'Arte della città di Salerno. I giornali cominciano anche a mormorare
di un fidanzato pubblicando una foto che la ritrae in macchina con un misterioso
accompagnatore. Gigliola smentisce. Il ragazzo faceva solo parte dello staff
dello spettacolo "Appuntamento ad Asiago", cui lei doveva partecipare,
e si era semplicemente offerto di accompagnarla, tra l'altro con una vettura
di lavoro sulla cui portiera, tagliata nella foto. troneggiava il nome dello
spettacolo stesso.
Il settimanale "Sogno" a novembre dedica a Gigliola un servizio in
tre puntate in cui lei racconta la sua vita. Successivamente, il 28, parte la
seconda edizione del "Cantaeuropa" in cui presenta "Anema e core",
"Cam-caminì" e "Piccola città" ottenendo un grandissimo successo
soprattutto a Parigi, dove "Le Figaro" la definirà "la
migliore cantante italiana". Al ritorno una nuova gara, "Partitissima",
durante la quale, in squadra con Claudio Villa e Little Tony riuscirà
anche a battere Rita Pavone e compagni.
Nel 1968 Gigliola debutta come attrice televisiva interpretando il personaggio
di Zanze nel teleromanzo "Le mie prigioni" accanto a Raoul Grassilli. La regia
dello sceneggiato è di Sandro Bolchi. Il suo debutto "ufficiale"
avviene il 14 gennaio nella seconda puntata (anche se la prima si era chiusa
proprio con l'inquadratura che mostrava la sua entrata in scena). Zanze è
la figlia del carceriere di Silvio Pellico durante la sua prigionia a Venezia,
una ragazza semplice, dalla lingua sciolta e dal carattere esuberante che col
suo sguardo luminoso e la sua spontaneità porterà un po'di sollievo
al prigioniero. Il Pellico non dedica molto del romanzo a Zanze ma Bolchi, colpito
dalla bravura di Gigliola, assegna al personaggio un ruolo ben maggiore, tanto
da farne la protagonista femminile.
C'è poi il ritorno a Sanremo con "Sera". Il brano è stato scelto
da Gigliola stessa e porta la firma di due giovani cantautori: Andrea Lo Vecchio
e Roberto Vecchioni, che si affacciano per la prima volta sulla scena della
musica italiana. Per la verità ben altri pezzi le erano stati proposti:
"Volano le rondini", che Gigliola inciderà poi come retro di
"Quelli eran giorni", e "Quando m'innamoro" che verrà
alla fine assegnata per la manifestazione ad Anna Identici. Quest'ultima canzone
però verrà incisa anche da Gigliola che la porterà al successo
soprattutto nei paesi sudamericani e ne proporrà versioni in più
lingue (in spagnolo come "Cuando me enamoro", in francese come "Comment
te dire" ed in tedesco mantenendo il titolo italiano).
"Sera" è un pezzo difficile, sofisticato, di quelli che occorre
ascoltare più volte per apprezzarne la qualità ma sarà
l'occasione per Gigliola di dimostrare le sue grandi doti di interprete. Il
brano si classificherà ottavo ma le critiche saranno estremamente favorevoli.
Sui giornali dell'epoca si legge:"...ha colpito tutti l'interpretazione
che Gigliola Cinquetti ha dato di 'Sera', la canzone di Vecchioni e Lo Vecchio:
una Jula De Palma degli anni più verdi, una voce calda e sensuale come
quella di na donna che conosce tutti i segreti dell'amore. 'Ma cara - le abbiamo
chiesto - come fai a cantare così tu che non hai mai avuto neppure un
flirt?'. Per lei ha risposto il papà: 'Il sogno è sempre più
intenso della squallida realtà'. Gigliola, in silenzio, lanciava sguardi
dolcissimi con occhi umidi..."
Lyla Rocco, attrice e moglie di Alberto Lupo, dirà di lei: "...la
dolce Gigliola Cinquetti. Qui il discorso diventa più vasto. Trovo che
questa ragazza in qualche anno abbia fatto incredibili passi avanti: fisicamente
ha acquistato uno stile, veste bene, ha imparato a recitare, la sua voce è
maturata. Non è il panegirico della Cinquetti. Mi fa piacere constatare
che l'intelligenza in una donna serve..."
Anche "Sera" farà il giro del mondo: Gigliola la inciderà
anche in francese ("Le soir"), in greco, in inglese ("Sunset"),
in spagnolo ("Noche") e in tedesco (mantenendo il titolo italiano).
Dopo Sanremo Gigliola parte in tournèe per la Francia mentre giunge anche
la notizia del superamente dell'esame di abilitazione per l'insegnamento del
disegno da lei dato l'anno prima. Il risultato è brillante: scritto 24/30,
orale 43/45.
Sabato 20 aprile è il giorno del secondo grande successo televisivo di
Gigliola: l'adattamento televisivo della commedia musicale "Addio giovinezza",
firmata dal duo Falqui-Sacerdote con Pier Luigi Pizzi costumista e Cesarini
da Senigallia scenografo. Interpreti principali, oltre a Gigliola, Nino Castelnuovo,
Ornella Vanoni e Giuliana Valci. La TV non bada a spese per questa realizzazione:
costumi e oggetti d'epoca, vecchie macchine del 1918, la ricreazione scenografica
della Torino del tempo. Gigliola è Dorina, sarta, fidanzata di Mario
(Nino Castelnuovo) che però è concupito da una donna fatale (Ornella
Vanoni). Una storia d'amore "per cuori teneri" in due puntate (la
seconda andrà in onda sabato 27 aprile) che ottiene gran successo di
pubblico. Gigliola interpreta diversi brani tuttora rimasti inediti. Il successo
televisivo sembra aprirle nuove strade. Si parla di lei come possibile candidata
al ruolo di Lucia nello sceneggiato "I promessi sposi" che la vedrebbe ancora
lavorare con Nino Castelnuovo e con il regista Sandro Bolchi. Il ruolo però
andrà poi a Paola Pitagora.
Dopo "Addio giovinezza" arriva la V edizione di "Un disco per
l'estate" cui Gigliola partecipa con un motivo a ritmo di charleston e
dixieland intitolato "Giuseppe in Pennsylvania". Prima ancora delle
serate finali della manifestazione Gigliola riceve un giudizio positivo dai
lettori di "TV sorrisi e canzoni" che, nello stilare una classifica
dei 56 motivi partecipanti, le conferiscono il sesto posto davanti addirittura
a Caterina Caselli, Jimmy Fontana, Pino Donaggio, Iva Zanicchi, Gino Paoli,
Peppino Di Capri e a un esordiente Lucio Battisti con "Prigioniero del
mondo".
Gigliola accede quindi alle finali di Saint Vincent (13/14/15 giugno) dove si
presenta cantando e ballando a ritmo di charleston. Sebbene il risultato non
le arrida "Giuseppe in Pennsylvania" andrà avanti partecipando
anche alla IV Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia (che in quell'anno
vedeva la partecipazione di stelle di prima grandezza tra cui Mina, tornata
ad una gara canora per la prima volta dopo le delusioni sanremesi) e consolidando
il successo di Gigliola nei paesi di lingua spagnola dove verrà incisa
come "Pepito en Pennsylvania".
E'proprio la Mostra di Musica Leggera di Venezia che porterà a Gigliola
un importante riconoscimento. Il premio della mostra viene normalmente assegnato
l'anno successivo in base alle vendite dei dischi. Quell'annola "Gondola
d'oro" andrà a Fausto Leali, ma Gigliola sarà seconda per
le vendite di "La rosa nera": 389.803 copie negli ultimi sei mesi
del 1967.
"Giuseppe in Pennsylvania" verrà riproposta in televisione
anche il 24 agosto nel corso della trasmissione "Vengo anch'io", condotta
da Raffaele Pisu ed Enrico Simonetti. Durante l'estate Gigliola farà
parlare di sè anche per un suo presunto flirt che poi risulterà
inesistente.
Altri successi Gigliola li ottiene allo "Sporting d'ètè"
di Montecarlo, alla prima edizione del "Festival dei Festival" nella
suggestiva cornice della reggia di Caserta interpretando "Volano le rondini",
a Castrocaro '68 dove divide la tribuna VIP con Charles Aznavour e a "Campioni
a Campione" dove interpreta per la prima volta "Quelli eran giorni".
Le si attribuisce anche un nuovo flirt, questa volta con Tonino dei Camaleonti,
di nuovo completamente inventato.
A fine anno torna la gara. Questa volta si tratta di "Canzonissima'68",
preceduta però da una tournèe in Canada e in Sudamerica, dove
"Quando m'innamoro" nella versione di Gigliola sta ottenendo un grande
successo.
La manifestazione canora quest'anno non è particolarmente tenera con
i 48 cantanti in gara. Molte sono le celebrità e molte le vecchie glorie
che vengono irrimediabilmente bocciate dalla giuria interna dei "giovani".
Si ricorda soprattutto la clamorosa esclusione di Jula De Palma che, presentando
la celeberrima "Tua", ricevette dalla giuria interna un solo punto,
salendo poi a dodici con i voti delle giurie esterne. Gigliola debutta nella
quarta puntata presentando "La rosa nera". Suoi avversari Sergio Endrigo,
Ornella Vanoni, Reccardo Del Turco, Dino e Gianni Pettenati. La sua interpretazione
ottiene dalle giurie solo 24 voti suscitando la reazione indispettita del pubblico
in sala. Qualcuno addirittura grida: "Magnifica Gigliola". Fortunatamente
le cartoline-voto le permetteranno ugualmente di superare il turno. Meno fortunata
di lei sarà invece poi Iva Zanicchi.
La sera stessa della sua esibizione a "Canzonissima" un aereo la porta
al Teatro Petruzzelli di Bari per la "Caravella dei successi" dove
interpreterà "Quelli eran giorni", partirà poi per il
Messico dove inciderà un disco con il famoso trio messicano "Los
Panchos". Prima di ripartire alla volta di "Canzonissima" farà
sosta in Argentina dove, grazie alle vendite dell'album "Rosa d'amore"
(inciso solo per i mercati argentino ed uruguaiano) ritirerà il primo
premio del VII Festival Internazionale del Mar de la Plata per la sezione cantanti
donne.
Il 30 novembre Gigliola fa la sua seconda apparizione a "Canzonissima",
questa volta interpretando "Quelli eran giorni". E'la cosiddetta "Superpuntata
con i magnifici otto" che la vede accanto a Claudio Villa, Fred Bongusto,
Johnny Dorelli, Marisa Sannia, Patty Pravo e Dino. Anche questa volta le giurie
non saranno tenere e questa volta nemmeno le cartoline-voto potranno assicurarle
l'accesso alla finale. Gigliola però non sembra prendersela: "Non
m'importa di Canzonissima ma del mio nuovo disco." - aveva già in
precedenza dichiarato. E "Quelli eran giorni" entra tranquillamente
in classifica nonostante la concorrenza delle versioni di altri interpreti quali
Mary Hopkin (che aveva lanciato la versione originale inglese), Sandie Shaw
e Dalida. Gigliola la inciderà anche in spagnolo ("Que tiempo tan
feliz") e in greco.
Il 20 dicembre Gigliola compie 21 anni ed entra nella maggiore età. Festeggia
il suo compleanno nella villa di Cerro Veronese, ormai terminata, insieme a
parenti e amici. Con le compare per la prima volta quello che due anni dopo
diventerà il suo primo fidanzato ufficiale: Vittorio Selmo.
Il 1969 parte alla grande per Gigliola vedendola protagonista di un programma
radiofonico in 13 puntate dal titolo "La bella e la bestia". La trasmissione
inizia giovedì 9 gennaio alle ore 13 su Radiodue. Accanto a lei c'è
Paolo Villaggio che la provocherà nell'intento di scoprirne i gusti musicali.
Gigliola proporrà molti suoi successi, ma anche quelli di altri colleghi
proponendosi nelle vesti di imitatrice. Sigla del programma "Zero in amore",
scritta per lei da Franco Califano che diventerà lato B del grande successo
sanremese di Gigliola per quell'anno: "La pioggia".
Ancor prima dell'arrivo a Sanremo si parla di "La pioggia" come del
brano che rilancerà la Cinquetti. Nonostante la contestazione giovanile
il Festival quell'anno si svolge tranquillamente. I giovani si limitano a una
pacifica sfilata di protesta davanti al Casinò. Partner di Gigliola sarà
la francese France Gall, vincitrice dell'Eurofestival nel 1965. E'un anno di
vecchie glorie e di grandi esordi. partecipano per la prima volta Rita Pavone,
Lucio Battisti con "Un'avventura", Gianni Morandi come autore di "Zingara",
Gabriella Ferri in coppia con Stevie Wonder e Rosanna Fratello che sostituisce
all'ultimo minuto Anna Identici. Gigliola si presenta con un abito firmato dalla
stilista Pia Rame (sorella di Franca, moglie di Dario Fo) e fatto di strisce
d'argento a dare l'idea della pioggia. Il brano entra in finale e Gigliola convince
molto di più della sua partner, le cui movenze "da marionetta"
non piacciono ai critici. Gianni Morandi, prima dell'inizio della manifestazione,
invierà a Gigliola un telegramma che recita: "Questo è l'anno
della pioggia". "Canzonissima" era infatti stata vinta in quell'anno
proprio da Morandi con la canzone "Scende la pioggia".
La canzone si classificherà terza nella propria eliminatoria e sesta
nella finale ma il successo discografico sarà al di là di ogni
aspettativa: tradotta in "L'orage" conquisterà il mercato francese, di seguito
verranno le versioni in giapponese, in greco ("Ki'an vrehi"), in inglese ("Tomorrow"),
in spagnolo ("La lluvia") e in tedesco. Gigliola la porterà in tournèe
per il mondo toccando Francia, Spagna, Canada, America Latina e Giappone. A
Milano Gigliola verrà premiata con il Pirandello d'argento "per
la posizione di preminenza raggiunta nel campo della musica leggera". "La
pioggia", dopo "Non ho l'età" è la sua seconda
canzone a conquistare le vette delle classifiche straniere.
Sono sempre gli autori di "La pioggia" (Pace-Panzeri-Argenio-Conti)
ad accompagnare la partecipazione di Gigliola alla VI edizione di "Un disco
per l'estate" con il loro brano "Il treno dell'amore". Per il
terzo anno consecutivo il suo brano arriva alle eliminatorie e poi alla finale
di Saint Vincent (12/13/14 giugno). Esclusioni eccellenti di quell'anno Nada,
Milva e Rosanna Fratello che non arriva nemmeno alle eliminatorie. Tra gli esordienti
spicca un certo Franco Battiato (di cui 30 anni dopo Gigliola interpreterà
il brano "E ti vengo a cercare"). "Il treno dell'amore",
pur non avendo la forza di "La pioggia", convince. Viene tradotta
in francese ("Le tandem") e in spagnolo ("El tren del amor")
e diviene canzone portante di un album che, oltre ad altri successi di Gigliola,
conterrà canzoni come "Zum zum zum" (incisa in precedenza solo
per il mercato giapponese) e "Non illuderti mai" (successo di Orietta
Berti),
In attesa delle serate finali di "Un disco per l'estate" Gigliola
si prende una pausa per intervenire al matrimonio della sorella Rosabianca e
di nuovo i giornali si scatenano per ricercare tra gli invitati un suo presunto
"fidanzato", ma nulla di fatto.
Giovedì 24 luglio Gigliola si vede dedicare dalla RAI una intera puntata
di "Senza rete". Oltre a presentare i suoi successi esegue, accompagnata
dal maestro Mario Gangi, inediti di grande sensibilità come "Where
the flowers have gone" e "L'acquabelle".
Dal 18 al 20 settembre Gigliola partecipa alla V Mostra Internazionale di Musica
Leggera di Venezia presentando la raffinata "Liverpool" di Bigazzi-Cavallaro.
Il brano però non ottiene il successo discografico sperato mentre invece
continua ancora l'exploit di "La pioggia".
Per il 1969 Gigliola rinuncia a "Canzonissima" ma non è l'unica.
Danno forfait anche Ornella Vanoni e Caterina Caselli nonostante l'organizzazione
assicuri un cambiamento nel sistema delle votazioni. Non abbandona invece Sanremo
assicurando la sua partecipazione per il 1970. I giornali si occupano ancora
di lei sul piano "privato". All'affanosa ricerca di un fidanzato avrebbero
invece scoperto un maniaco che la perseguiterebbe.... Il settimanale "Oggi"
pubblica la classifica delle cantanti che hanno venduto di più durante
la loro carriera. Gigliola è terza dopo Mina e Rita Pavone.
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